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Tecniche di spillatura, seconda lezione – L’impianto di Spillatura

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Scegliere l’impianto di spillatura

L’impianto è l’insieme di materiale tecnico e di circuiti collegati, che permettono di raggiungere il nostro obiettivo: spillare la birra alla giusta temperatura e alla giusta pressione. Ogni birra, nel fusto, è composta da una miscela di birra e di anidride carbonica. L’anidride carbonica disciolta in un litro di birra (espressa in grammi/ Litro) definisce la saturazione di quella birra. L’impianto mi deve permettere di far fuoriuscire dal fusto la birra, con una certa pressione (detta Contropressione) che sia quella giusta, così che la spillatura sarà perfetta.

Il circuito del freddo è assicurato dal Beer Cooler, che serve a raffreddare il prodotto che arriva dal fusto attraverso una condotta (serpentina) grazie alla spinta data dall’anidride carbonica, che va a spingere sulla superficie della birra, spingendola nella condotta attraverso lo stantuffo di pescaggio situato sul fondo del fusto.

L’impianto è formato da vari elementi che possono essere combinabili, ma uno schema base prevede, partendo dal bicchiere fino a risalire al fusto, la presenza di:

  1. Rubinetto

  2. Colonnina

  3. Agitatore o Pompa di ricircolo

  4. Refrigeratore con serpentina

  5. Riduttore di pressione

  6. Attacco fusto o Testa di spillatura

La contropressione è il valore più importante da ricercare, quando si monta un impianto alla spina: non è altro che la quantità di anidride carbonica da apporre per bilanciare la saturazione della birra, che tenderebbe a perdere gas, nel caso in cui la contropressione fosse troppo bassa, o a gasarsi ulteriormente (subendo una sursaturazione) se fosse troppo alta. La giusta contropressione fa sì che la birra venga spillata con il giusto quantitativo di CO2, spinge la birra dal fondo del fusto al rubinetto e vince le perdite di carico (attrito) provocate dalle condotte e dalla serpentina, per creare la giusta temperatura in uscita alla birra.

Gli impianti possono avere vari livelli di complessità. Ogni impianto è adatto a certe situazioni di erogazione e meno adatto ad altre. Un buon consulente dovrebbe certamente trovare l’impianto perfetto per te. Quasi sempre, il neofita si lascia guidare da chi gli venderà la birra, facendosi concedere l’impianto in comodato d’uso. Questo è un metodo che prevede zero rischi, nessuna spesa di pulizia o di revisione dell’impianto stesso, ma vede lievitare fortemente il prezzo della birra che ti viene venduta, oltre che la libertà di scegliere il produttore di birra che fa per te. È perfettamente normale che se il tuo fornitore paga per l’impianto, vorrà vendere le birre sue e non ti permetterà di lavorare con altri produttori.

Si va dal piccolo impiantino portatile per fiere, feste e locali che non hanno un grosso smercio di birra, chiamato anche sovra banco o portatile, che ha caratteristiche innegabilmente riconoscibili come la comodità e una meccanica talmente semplice che lo potrai mantenere da solo. Ha il problema che normalmente non sono dei begli oggetti, e in più ha una resa limitata, come numero di birre erogabili, dopo di che inizia a fare schiuma. Ottimo per chi vende fino a 100 litri in un giorno.

Impianto di spillatura IoVendoBirra

L’impianto a cella è quello che si incontra maggiormente. Ha alti costi di manutenzione e, per tenere sempre la cella a temperatura, comporta grosso dispendio di energia. Quando lavorerai grosse quantità di birra, è l’unico impianto che ti assicura la tenuta totale. Con un buon impianto puoi lavorare tutte le quantità di birra che vuoi. Se te lo compri nuovo e te lo fai montare, avrai una spesa importante da sostenere, ma risparmierai su ogni fusti acquistato. In più avrai la totale libertà di scegliere quale birra vendere. Un locale che smercia molta birra (25 fusti a settimana in su) potrebbe ripagarsi l’impianto in un solo anno di attività.

Una via di mezzo divertente potrebbe essere quella dell’impianto a banco refrigerato: le colonnine si innestano direttamente in un frigo, che tiene dentro i fusti in refrigerazione. È un impianto ottimale se si sta in un numero di spine che va tra 3 e 6, ma si deve considerare che il fusto nel frigo deve essere messo già refrigerato, altrimenti dovrai aspettare 24 ore prima di poterlo servire.

Spillatura Impianto IoVendoBirra

È quindi un impianto ottimale, economico e perfetto, per locali che hanno un lavoro costante (niente impennate di lavoro nel weekend o stagionalità) che sta nei 5- 6 fusti al giorno di media.

Ultimamente la tecnologia degli impianti e dei fusti sta lavorando spedita, per trovare imballi riciclabili che mantengano la birra fresca per più giorni ma che non sia invasiva di gas come gli impianti tradizionali. Ad oggi, sono in via di sperimentazione numerose tecnologie, che non avrebbe senso trattare adesso, in quanto tutte hanno pregi e difetti ma per ora, non sono facilmente applicabili e ripetibili. Basti dire che la strada è tracciata con i nuovi fusti che assomiglieranno sempre più ai bag in box del vino, non andando più il gas a toccare direttamente il liquido, preservando la qualità ma al tempo stesso esaltando i difetti delle birre meno qualitative, perché la gasatura della birra appiattisce odori e sapori, anche quelli non propriamente gradevoli.

Il momento della scelta dell’impianto è molto importante, perché non solo un esborso economico, ma va a definire anche il tipo di venditori di birra che saremo, perché ogni locale ha le birre più adatte a lui, ma anche l’impianto che maggiormente gli si confà.

Prima di azzardarti a commettere un errore contattaci, saremo felici di consigliarti sul prodotto che fa maggiormente al caso tuo.


La prima lezione:

http://iovendobirra.it/tecniche-di-spillatura-prima-lezione


La terza lezione:

1 – http://iovendobirra.it/tecniche-di-spillatura-il-metodo-tedesco

2 – http://iovendobirra.it/tecniche-di-spillatura-il-metodo-tedesco-due

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